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Si ignora l’origine di questo importante vitigno bordolese. In Italia arriva verso la fine del 1800 nei vitigni di alcuni illuminati viticoltori del Veneto e negli anni 50-60 raggiunge il massimo della sua diffusione. E’ tuttavia a partire dagli anni 90 che subisce una vera e propria rivalutazione e viene utilizzato non più per produrre vini comuni da pasto ma per produrre vini di grande qualità ai quali conferisce morbidezza, eleganza e stabilità cromatica.La sua produzione per ceppo è limitata soprattutto se associata a una buona superficie fogliare, tuttavia il suo potenziale qualitativo è molto interessante e si esprime in vini dalle caratteristiche intense, modesta acidità, morbidezza, buon equilibrio di antociani e tannini. Il miglioramento genetico ha messo a disposizione dei viticoltori un numero elevato si cloni tra cui alcuni più prodottivi con aromi fruttati. |
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| Il suo nome richiama quello del Merlo, per il colore del suo piumaggio. Nel passato era considerato un vino “femmineo” per la sua morbidezza e aroma fruttato, anche se alcuni Merlot hanno dimostrato che, in particolari conduzioni di produzione l’eleganza e la potenza non erano caratteristiche antitetiche. |

